Considerazioni sui Consorzi BIM

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CONSIDERAZIONI SUI CONSORZI BIM

CONSORZIO BACINO IMBRIFERO MONTANO DEL BORMIDA

Considerazioni in merito ai Consorzi BIM
dal Consorzio BIM Bormida Genova

Capita sempre più spesso di sentire tirati in ballo i Consorzi BIM quando si parla di enti inutili, da accorpare, ridurre o abolire. La sempre più difficile situazione economica, che attanaglia l’intera economia mondiale, ed italiana in particolare, non sempre consente a chi “parla” di affrontare le problematiche con giudizio e – soprattutto – con cognizione di causa.
Per questo riteniamo doveroso indicare alcuni punti fermi che consentono di inquadrare correttamente la realtà organizzativa ed economica dei Consorzi BIM, ed in particolare del nostro “Consorzio BIM Bormida Genova” che rappresenta 9 Comuni.
Partiamo innanzitutto dall’aspetto economico finanziario: i Consorzi BIM sono – già per statuto – Enti Pubblici catalogabili tra quelli “Funzionali” (*). Gestiscono esclusivamente proventi che derivano dal sovraccanone, che è il corrispettivo per un giusto indennizzo al territorio per lo sfruttamento delle risorse idriche da parte delle società che dispongono di impianti idroelettrici.
Queste risorse spettano solo ed esclusivamente ai Comuni di competenza ed essi – riunendosi in consorzio – ne hanno delegato ai Consorzi BIM la gestione associata per specifiche attività/opere di bonifica, efficienza energetica e sviluppo di nuovi sistemi di produzione di energia da fonti rinnovabili. I Comuni indirizzano e controllano direttamente la corretta applicazione delle direttive impartite in sede assembleare e garantiscono che i fondi siano destinati in coerenza con gli scopi statutari.
Nel caso del nostro Consorzio BIM Bormida Genova, poi, siamo orgogliosi di poter affermare che – nell’ottica delle giusta e corretta esigenza di rivedere i costi della spesa pubblica per un adeguato contenimento dei costi – non vengono corrisposte indennità sia al Presidente che ai componenti del Consiglio Direttivo, né gettoni di presenza ai componenti dell’Assemblea Consortile
I Consorzi BIM non rientrano quindi per alcuna ragione nell’ambito degli “sprechi della finanza pubblica o dei cosiddetti costi della politica”, anche se molti – spesso male o per nulla informati – continuano ad assimilarli ad altri Enti che risultano effettivamente a carico della finanza pubblica.
Per questo siamo molto favorevoli – ed anzi prendiamo spesso posizione in merito in tal senso – alla realizzazione di un modello di “governo” (governance) delle risorse locali che sia in grado di coniugare efficienza e sviluppo per un unico obiettivo: spendere bene (meglio) tutte le risorse pubbliche che Stato e Regioni mettono a disposizione e con la creazioni di iniziative sinergiche che coinvolgano tutti gli Enti presenti sul territorio, per una più corretta ed efficace destinazione di tutte le disponibilità economiche presenti.
Il mancato passaggio al Senato della Carta delle Autonomie (approvata dalla Camera già nel 2010) lascia i Consorzi BIM in balia di leggi spesso contraddittorie (abolizione Province e/o riduzione loro competenze, accorpamento Comuni, cancellazione consorzi e – contemporaneamente – promozione delle Unioni o gestioni Associate).
Alla fine di questo “lungo camino” non si intravvede, purtroppo, nulla di positivo e – soprattutto – si teme non venga affrontato il tema fondamentale del riordino istituzionale che stabilisca, una volta per tutte, “chi fa e che cosa”! Le nuove norme, infatti, sono ben lontane dal delineare una vera “prospettiva federale” e non indicano una visione organica dellasemplificazione istituzionale, presupposto fondamentale per il conseguimento di una indifferibile efficienza della pubblica amministrazione.
Ecco perché proprio in questo momento vogliamo ribadire con forza che i Consorzi BIM, e quindi anche il nostro, NON RIENTRANO nelle previsioni normative che sono state delineate da tutte le finanziarie degli ultimi anni, poiché si tratta di Consorzi fra Enti Locali che non gestiscono funzioni pubbliche. Ma siamo anche convinti che il ruolo del Consorzio BIM possa essere positivamente indirizzato da una futura Carta delle Autonomie verso quel nuovo modello di governo/gestione dei territori di competenza che da anni auspichiamo; e che potrà estrinsecarsi in un equilibrato rapporto tra Enti di Governo e Enti Funzionali, in grado di favorire le migliori condizioni di sviluppo sostenibile e di una migliore qualità di vita per i territori interessati.
D’altro canto, il Consorzio BIM collabora già oggi molto attivamente con Comuni, Comunità Montane e Provincia a supporto delle politiche di sviluppo locale, che necessitano di risorse ed energie sempre più difficili da reperire.
È, infine, importante evidenziare come gli interventi effettuati dal Consorzio BIM, specie nelle aree montane, siano spesso determinanti per territori – spesso piccoli e lontani daigrandi centri – dove è assolutamente indispensabile fare sistema ed unire le forze per conseguire anche obiettivi minimi.
Il Presidente – dott. Giulio OLIVERI

Genova, 17/10/2012

(*) Il Prof. Avv. Vincenzo Cerulli Irelli, esperto di diritto Amministrativo, ne fornisce la seguente definizione:“I Consorzi BIM sono Enti Pubblici catalogabili tra i cosiddetti Enti Funzionali e, dentro questa categoria, quali Consorzi di servizi che sono espressione di una comunità di settore ed esponenziali di interessi particolari della comunità da cui sono originati, sorti per iniziativa volontaria degli stessi ai quali per legge vengono attribuiti compiti di cura di interessi collettivi, nel caso di specie relativi, al progresso economico e sociale delle popolazioni del Consorzio ed alle opere di sistemazione montana